Casali e Borgate

Alla scoperta dei casali , tra chiese, fontane e vicoletti.

Come si può conoscere la storia ed il vissuto di tanti secoli di un luogo senza poterne vedere le vestigia anche se ridotte in pochi rideri anneriti? Lo si può fare con quanto sopravvive al tempo, agli eventi catastrofici della natura, e allo scempio prodotto dagli uomini. Visitare oggi Foglianise passeggiando tra l’impianto della sua rete viaria è il modo migliore per capire il suo mistero ed il fascino che emana un centro così piccolo. Se si osserva l’insieme da lontano, si riconoscono dalla dimensione dei fabbricati in pietra i primi nuclei abitati distribuiti in piccoli gruppi di case a breve distanza fra loro. Se invece ci si inoltra nelle sue strade non passano inosservati i tanti vicoletti e passaggi che si diramano dall’arteria principale che percorriamo. Un altro importante elemento che caratterizza il casale è quasi sempre la presenza di una chiesetta ed una fontanella pubblica. Ed ancora si possono riconoscere tratti di mura perimetrali che racchiudevano a mo’ di difesa i nuclei abitati.

I CASALI:

Con l’ex cappella di S. Giacomo (oggi intitolata a S. Nicola), la fontanella a ridosso della chiesetta e la torre civica dell’orologio, l’agglomerato circostante forma il casale di Foglianise che da poi il nome a tutto il paese. Dalla piazzetta, dove avvenivano un tempo le riunioni pubbliche, una teoria di scalette si inerpica fino alla sovrastante via Silvio Pedicini, è il Vico Grande. Sicuramente denominato così perché il Vicus doveva essere uno dei quartieri più grandi che formavano il casale.
Percorrendo le ripide scalette del Vico, si vedono grandi portali in pietra, silenziosi cortili ed ombreggiati sottopassaggi che conducevano un tempo a piccole ma fiorenti botteghe artigiane. Proseguendo lungo il percorso si attraversa il casale Mauri costruito lungo un’arteria ripidissima. Nei pressi, fresco di restauro è l’Asilo infantile retto dalle Suore antoniane ed intitolato a Monsignor Francesco Pedicini. Oltrepassato il vico un’edicola votiva nella parete del caseggiato indica la casa natale di un altro insigne prelato di Foglianise: Mons. Gioacchino Pedicini che fu vescovo della Diocesi di Avellino.

casale foglianese
casale foglianese

Nei pittoreschi casali Barassano e Palazzo, il presepe vivente.
Il Palazzo, insieme a Barassano, costituisce quella parte del paese antico che si ammira da Piazza S. Maria di Costantinopoli. I Casali conservano in alcuni tratti la struttura robusta medievale tipica degli agglomerati urbani del sud Italia: Cappellina intitolata a S. Nicola, mura e portali in pietra, stradine strette e tortuose, sottopassaggi, vicoletti che si diramano in altrettanti piccoli tracciati fino a raggiungere l’ingresso delle abitazioni attraverso rampe di scale ripidissime. Barassano edificato lungo il ripido sentiero che porta al monte Caruso ha la propria cappella con torretta campanaria dedicata alla Madonna delle Grazie. Palazzo e Barassano rappresentano il classico modello di paese sannita costruito a gradoni ed esposto al sole. Le viuzze, un tempo animate da fiorenti botteghe artigiane e molto popolate sono oggi animate nel periodo di Natale per la suggestiva rappresentazione del presepe vivente. L’insieme ricco di effetti scenografici è curato dall’Associazione Pro-Loco con la partecipazione di tutti i cittadini.

casale barassano
casale barassano
A Sirignano nacque il giudice poeta
Sirignano è uno dei 36 Casali che formavano la Valle Vitulanese fino al XVI secolo, quando, terminato il dominio della Contea di Tocco, l’attività amministrativa passò allo Stato di Vitulano. Sirignano, oggi frazione di Foglianise è patria del poeta Basilio Giannelli, regio Consigliere di S. Chiara e protetto di Carlo II. Il casale, edificato nei pressi di due sorgenti, conserva, tra l’altro, una Cappella dedicata alla Beata Vergine del Carmelo molto venerata dai suoi abitanti. Il caseggiato non ha subìto grossi sconvolgimenti nel corso del tempo ed oggi i suoi vicoletti presentano il tipico aspetto medievale.
I Casali della Valle Vitulanese, cioè gli agglomerati rurali che hanno dato origine ai nostri paesi, hanno ricevuto un nome a volte riferito alla famiglia che ha dato origine al casale o alla famiglia più importante, a volte riferito alle caratteristiche dell’ambiente in cui è avvenuto l’insediamento. Golini trae il nome dalla famiglia che lo ha fondato, mentre il termine Leschito si riferisce sicuramente alle “Lesche”, tipica fibra vegetale dura e filiforme che abbonda nei territori pedemontani, con la quale si intrecciavano efficaci scope per spazzolare pavimenti, aie e cortili. Tra le antiche mura del Leschito naque Francesco Pedicini che da Pio IX fu creato arcivescovo di Bari. Monsignor Pedicini amò molto questi luoghi e pensando alla sua terra natale, scrisse un’opera dal titolo: La Valle Vitulanese e S. Menna Solitario.
Posto, punto assegnato, determinato, o posto di guardia? Certo che oggi a noi non verrebbe mai in mente di costruire una casa in un luogo inaccessibile ai moderni mezzi di locomozione e rinunciare ai comfort della nostra civiltà. Diversamente doveva essere la vita per gli uomini che diedero origine al Casale Posto. Il caseggiato arroccato, lascia pensare ad un luogo dal quale si potesse spaziare con lo sguardo sulla valle sottostante e magari controllare eventuali movimenti sulle rare mulattiere sterrate che solcavano le colline. Il Posto è un Casale che possiamo guardare solo dal basso, incastrato quasi nella roccia grigia del monte Caruso e con la sua stradina che non ancora si lascia piegare dai tentativi dell’uomo di percorrerla in… automobile!
La chiesa di San Rocco al Casale Cautani
La graziosa Cappella campestre di S. Rocco, al Casale Cautani, è stata edificata verso la fine del 1500, al suo interno è custodita la pregevole statua in legno policromo di S. Rocco da Montpellier. Al venerato giovane Santo taumaturgo, Patrono di Foglianise, il popolo dedica la Festa del Grano che si celebra solennemente ogni anno il 16 agosto.
Casale Uliveto

 

LE BORGATE AGRICOLE:

Utile e Giovanni Viglione, Trescene, Badia, Palmenta, Acquara, Sala, Iannilli.

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