Cenni Storici

La Dea Fortuna Folianensis

Non esistono documenti attendibili sulla presenza dell’uomo preistorico sul territorio di Foglianise, mentre più probabili appaiono le ipotesi sullo stanziamento di pastori sanniti, sia per le caratteristiche naturali dell’ambiente ricco di acque e pascoli, sia per il casuale rinvenimento di frammenti di suppellettili e vasellame per uso domestico. E’ di epoca romana invece l’inequivocabile testo scritto sulla lapide tutt’ora esistente e murata in una parete nella canonica della chiesa di S. Pietro in Vitulano. L’iscrizione latina databile intorno al III secolo è voluta dal liberto Umbrio Politimo che per la salvezza di Caio Umbrio Liberale offre un’ara dedicandola nella sua invocazione alla dea Fortuna Folianensis.

La lapide recita testualmente:

NVMINI
FORTVNAE FOLIANENS[is] PRO SALVTE LIBERAL
VMBR(ius) POLITTYMVS AC[tor] HARAM DONVM DE[dit] VERZOBI VIVAS [tibi et] TVIS OMNIB[us]

lapide

Questo prezioso documento riferisce sull’esistenza del culto alla dea Fortuna che qui assumeva il titolo di Folianensis poiché venerata nel territorio appartenuto a Folius, patrizio romano. L’iscrizione è riportata e quindi riconosciuta anche dall’illustre storico di epigrafia latina Teodoro Mommsen nel suo corpus Inscriptionum Latinarum (Berlino 1883). Non sono pervenuti fino ai nostri giorni impianti urbanistici del villaggio romano nel territorio di Folius. Altri reperti però riferiscono sulla sua origine romana come ad esempio l’incisione rupestre dedicata al dio Silvano sulle sponde del torrente Jenga, la stele funeraria di una figura femminile rinvenuta in località Sala e frammenti di epigrafi in diverse zone della Palmenta. L’attività dell’epoca poteva essere quindi prevalentemente di produzione agricola, di approvvigionamento e di commercio. La via di comunicazione con Benevento passava per il ponte delle Maurelle sul fiume calore sotto l’abitato di Castelpoto ove sono visibili ancora i resti. Con la caduta dell’impero romano segue un periodo di scarsità di notizie sulla vita nel territorio Folianensis anche a causa del forte sisma che nel 369 distrusse buona parte dei centri del Sannio.

L’orefice Autolo signore longobardo Di Folianensis.

Con l’invasione longobarda del sannio nel 570, viene fondato il grande Ducato di Benevento elevato poi a Principato. E’ il periodo in cui ricompaiono documenti che dimostrano la ripresa dell’insediamento di Folianensis che fa parte insieme agli altri centri della Valle del Gastaldato di Tocco, allora cittadina fiorente con castello, chiesa cattedrale e sede vescovile. Documenti notarili datati prima dell’anno 1000 riferiscono di concessioni da parte dei principi beneventani di gran parte del terriorio non solo di Foglianise ma di altri centri della Valle ad un certo Autolo, orefice longobardo. Risale probabilmente a questo periodo l’edificazione del palazzo munito di torre di avvistamento, insieme al quale, sorgono anche i primi nuclei abitati che vanno via via ampliandosi alle falde del monte Caruso. Sono i casali che sussistono ancora oggi con l’intricata rete di vicoletti e sottopassaggi. Mura possenti, finestre strette e munite di inferriate, portali in pietra scolpita. Tutti elementi strutturali tipici del periodo alto medievale. Risale a quest’epoca sicuramente anche la primitiva costruzione dell’eremo di S.Michele Arcangelo anche se le prime notizie sono della fine del 1500. E’ edificato, invece, intorno all’anno mille dai principi di Benevento il monastero di S. Maria della Grotta sito sul Monte Drago in una posizione difensiva sul burrone che si affaccia sulla piana tra Ponte e Solopaca. Fu un grande monastero abitato prevalentemente dai benedettini e confinò con i possedimenti ed i lasciti ricevuti anche con il monastero di Montecassino.

La vita difficile di Folianensis tra assedi e terremoti.

Le ricostruzioni di forme di vita sociale ed economica dopo un inaspettato cataclisma sono sempre lunghe, difficili e laboriose. Gli effetti sono sempre disastrosi ed a volte intere famiglie sopravvissute preferiscono emigrare lasciandosi alle spalle lutti e miserie alla ricerca di un futuro migliore altrove. I terremoto del 1004 aveva funestato non poco il castello di Tocco con i suoi casali e quindi anche Folianensis. Dopo l’assedio del 1138 al castello di Tocco da parte di Ruggiero il normanno, l’intera zona fu messa a ferro e fuoco, mentre nel 1154 un ennesimo cataclisma rase al suolo i villaggi con la soppressione della sede vescovile della cattedrale di S. Pietro Apostolo ridotta in macerie. Nei tempi successivi Fulianensis (come viene nominato in documenti dell’epoca), vive l’invasione ed il passaggio delle truppe di Carlo d’Angiò e Manfredi di Svevia che intorno a questo territorio sembra si siano dati battaglia intorno al 1200. In un documento del 1417 Folianensis è nominato casale di Tocco, mentre già dopo il terremoto del 1456 decaduta la città di Tocco viene menzionato come casale del Vallo di Vitulano, località che i proprietari terrieri dell’epoca scelsero come nuovo centro amministrativo e residenziale.

Giuseppe Bonaparte abolisce il feudalesimo.

Foglianese (così chiamato fino a qualche tempo fa) subì nel corso del ‘500 e del ‘600 le sorti degli altri casali del Vallo di Vitulano tra i vari feudatari che compravano e vendevano il feudo fino al 1806 quando Giuseppe Bonaparte dopo aver occupato il Regno di Napoli lo divise in 14 province. Foglianise fu uno dei dieci comuni costituitisi nel circondario di Vitulano della provincia del Principato Ultra con sede in Avellino. Nel 1816, la restaurazione borbonica non privò dell’autonomia i dieci comuni della Valle e tra questi anche Foglianise. Il comune viene annoverato nella provincia di Benevento costituitasi 15 maggio del 1861, mentre nel1892 venne aggregato al circondario di Benevento ed al mandamento di Vitulano.

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